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LA STORIA - Brunella Roscetti, 42 anni, sino al 2006 era una donna in carriera - responsabile di un'area della logistica di un polo farmaceutico - e nei weekend, in qualità di maestro di trekking a cavallo, accompagnava gruppi a fare gite nella campagna romana. Sci, barca, auto, moto, erano gli altri suoi hobby. La diagnosi della vasculite, malattia degenerativa che ostruisce i vasi sanguigni portando alla cancrena, è tardiva e la gamba sinistra va amputata. «Il trauma psichico che si vive quando ti dicono una cosa simile non è descrivibile: rabbia, incredulità. Vuoi a tutti i costi evitarlo. Poi ti arrendi e quando non hai più la gamba cominciano i problemi pratici che paradossalmente ti spingono a reagire», racconta Brunella. LA PROTESI - La riabilitazione avviene al Centro Inail di Roma dove Brunella chiede all’ingegnere Gennaro Verni prima di poter tornare a cavalcare e poi di camminare. «Questo tipo di ausilio deve avere un'invasatura molto morbida e che faccia sentire la sella, il ginocchio deve essere sempre in flessione - spiega Verni, direttore tecnico responsabile della ricerca del Centro protesi Inail -. Il piede è la parte più caratteristica perché è dentro la staffa e deve avere la punta rivolta verso l’alto, ma quando il cavaliere scende da cavallo deve permettere di camminare. Grazie a questa sperimentazione abbiamo più elementi per progettare altre protesi per altri tipi di disabilità». IL CAVALLO - Diamo merito anche al cavallo, Zippo Ockie Dun, un puledro di 5 anni, che sta imparando due tipi di guida. «Il mio istruttore, Donato Casciaro, lo sta addestrando ai comandi tradizionali perché possa essere guidato da tutti - spiega Brunella -. Contemporaneamente, però, sta capendo che con me valgono altri ordini perché cerco di guidare senza usare nemmeno la gamba naturale. Quindi i segnali sono dati dall’assetto e dalle redini. Il cavallo risponde, non fa discriminazioni, non pone ostacoli e gli amputati non si sentono disabili». IL REINING - Molto praticato fra i disabili francesi, inglesi e svizzeri, la monta dei cow boy in Italia è poco conosciuta. «È una disciplina impegnativa, si fanno circuiti di precisione e velocità. Con cambi repentini come quando si lancia il cavallo al galoppo a 40 km all’ora e lo si stoppa. Più diffusa è l’ippoterapia, con le sue molte varianti, e che è diversa dal reining che è una disciplina agonistica». L'ASSOCIAZIONE - Per far conoscere questo sport da praticare anche nel tempo libero, Brunella ha fondato l’associazione "Ragazza in gamba". «Il nostro obiettivo è quello di creare un centro per il reining adattato, dove si può iniziare a cavalcare gratis o a costi molto contenuti. Questo progetto però richiede molte risorse, per questo cerchiamo sponsor». Chi vuole assistere a una lezione d’equitazione reining può recarsi al centro ippico "The rising sun farm" a Campagnano, Roma. Oppure prendere contatto con l’associazione "Ragazza in gamba". Su internet: www.brunellaroscetti.it, www.itrha.com. Fonte: www.corriere.it Ci sono 0 commenti
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